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voglio un pane sempre fresco,

sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
(Gianni Rodari)

Casper, il lievito madre.
La passione per la panificazione nasce quasi per caso, quando, anni fa, entrò nella cucina domestica un vasetto di lievito madre fresco, regalato da un’amica.
   Chi ne fa uso sa cosa significa: è come avere in cucina una presenza viva, che cresce, che vive di vita propria, che ha bisogno di cure e attenzioni frequenti. Col tempo diventa “uno di famiglia”. Il nostro lievito madre ha anche un nome. Dopo un po’ abbiamo cominciato a chiamarlo Casper e dopo tanti anni è diventato maggiorenne, ma il nome Casper è rimasto.
   Con Casper facciamo tutto il pane che trovate in tavola. Ci piace sperimentare, provare nuovi gusti, nuove ricette e farine diverse cosicché il cestino del pane non sarà mai uguale alla volta prima anche perché il nostro Casper è un "organismo" vivo e come tale si comporta. Può essere arzillo e gonfiarsi fino a strabordare dal vasetto in cui lo chiudiamo per tenerlo in frigo, ma può anche essere “stanco” e fare fatica ad alzarsi. Con il caldo inacidisce più in fretta e ha bisogno di rinfreschi più frequenti, con ilfreddo cresce più lentamente e ritarda quindi la lievitazione del nostro pane. Se poi ci aggiungiamo la voglia di provare sempre nuove ricette ecco spiegato il motivo per cui il cestino sarà sempre una sorpresa.

   Con Casper prepariamo anche l’impasto della pizza al taglio, infornata dopo una lunga lievitazione che così risulta senza dubbio molto più digeribile rispetto all’uso di lieviti più tradizionali.

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